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Programma
Sete — carta del programma con incisione

Sete

«Carne, bocca, pelle.»

Contralto · archi e basso continuo

Nel Seicento la figura dell’amante e del santo dialogano tra loro: entrambi credono, adorano e vivono anelando verso l’alto e verso l’altro.

Il Monteverdi di Sì dolce narra con una scomoda fierezza del suo viaggio tormentato verso l’amata, dove perde persino sé stesso pur di avvicinarsi a lei un passo in più.

Sfrontato e beffardo, l’amante di Merula giura di non sciogliere mai quel «caro laccio», così come il Battista di Bononcini benedice e adora le pene «che dan lustro a la sua fè».

Come fil rouge, il principe Desiderio: tenero nelle note del Cesti, grottesco nella vecchia sdentata di Marini, vendicativo in Frescobaldi e assurdamente compiaciuto in Lambert, che morirebbe di piacere se soltanto fosse più felice.

Chiude la ciaccona di Ferrari: e se morire d’amore fosse una danza ostinata?